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L’immagine insiste su un dettaglio del corpo, la bocca, come punto di concentrazione dello sguardo.
La bellezza non è idealizzazione ma tensione: nasce dal tempo dell’osservare.
In questo spazio, l’oggetto osservato restituisce lo sguardo,
mettendo in crisi la distinzione tra chi guarda e chi è guardato.

La bellezza, in questo contesto, non coincide con l’ideale né con la forma compiuta. È una tensione che si genera nel tempo dell’osservazione, nella persistenza dello sguardo che non trova immediata risoluzione. Il desiderio non nasce dall’immagine in sé, ma dal suo trattenere lo sguardo, dal suo rimandare continuamente il significato.

In questo spazio di sospensione, l’oggetto osservato smette di essere passivo. L’immagine restituisce lo sguardo, lo mette in discussione, lo espone. L’osservatore non è più esterno all’opera, ma coinvolto in una relazione instabile, dove i ruoli si confondono e la distinzione tra chi guarda e chi è guardato si fa incerta.

L’opera si colloca così in una zona di attrito: tra visibile e desiderabile, tra presenza e proiezione, tra corpo e immagine. È in questa frizione che l’arte trova il suo spazio, non come rappresentazione, ma come esperienza dello sguardo stesso.

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Wei Shikun, RITORNO. 2025

This work is a two-channel video installation documenting a performance of mine. It explores the intimate connection between the body and healing, between belonging and loss.
For seven days, I allowed a bean to sprout inside a cavity carved into a mass of dough. I then cut the dough open, ate the bean, and stitched the opening closed with black thread.
The gesture stems from my desire to reclaim my breast tumor after surgery. In January 2021, upon waking from anesthesia and seeing the photograph of the removed tumor, I felt the impulse to take it home with me. It had come from my body, had been part of me, had grown because of me, even though it was harmful.
The bean that grew in the darkness of the dough was like my tumor: a tangible presence, constantly expanding yet invisible. Despite knowing that the sprouted bean was toxic, I longed to bring it back into my body by eating it. As before the operation, no one could know whether or how my life would be shaped by its presence.
I believe that human beings are inherently irrational and possessive: whatever we define as “mine” becomes inseparable from us, making it difficult to detach even from what harms us, as in the case of Stockholm syndrome.


装置艺术 RITORNO 2025 Wei shikun ARTWORK 装置艺术 RITORNO 2025 Wei shikun ARTWORK

going without wrriving

Il falso movimento non è fuga né stasi: è una forma di resistenza lenta. Un rifiuto della narrazione lineare, dell’idea che ogni passo debba condurre a un esito. Si continua a muoversi per non chiudere lo sguardo, per lasciare che il tempo faccia il suo lavoro invisibile.

Interlaces 25/26 Interlaces 25/26 – Simoncini & Tangi

Impronte di elementi vegetali su ottone e metallo intrecciato e capsula traforata in ottone con semi

Interlaces è un ascolto attento dei processi di trasformazione della materia e dei mutamenti del tempo. Luce, elementi naturali e presenza umana si intrecciano in un equilibrio fragile, in continuo divenire.
Interlaces 25/26 Interlaces 25/26 – Simoncini & Tangi

Impronte di elementi vegetali su ottone e metallo intrecciato e capsula traforata in ottone con semi

Interlaces è un ascolto attento dei processi di trasformazione della materia e dei mutamenti del tempo. Luce, elementi naturali e presenza umana si intrecciano in un equilibrio fragile, in continuo divenire.
Interlaces 25/26 Interlaces 25/26 – Simoncini & Tangi

Impronte di elementi vegetali su ottone e metallo intrecciato e capsula traforata in ottone con semi

Interlaces è un ascolto attento dei processi di trasformazione della materia e dei mutamenti del tempo. Luce, elementi naturali e presenza umana si intrecciano in un equilibrio fragile, in continuo divenire.
Interlaces 25/26 Interlaces 25/26 – Simoncini & Tangi

Impronte di elementi vegetali su ottone e metallo intrecciato e capsula traforata in ottone con semi

Interlaces è un ascolto attento dei processi di trasformazione della materia e dei mutamenti del tempo. Luce, elementi naturali e presenza umana si intrecciano in un equilibrio fragile, in continuo divenire.
Interlaces 25/26 Interlaces 25/26 – Simoncini & Tangi

Impronte di elementi vegetali su ottone e metallo intrecciato e capsula traforata in ottone con semi

Interlaces è un ascolto attento dei processi di trasformazione della materia e dei mutamenti del tempo. Luce, elementi naturali e presenza umana si intrecciano in un equilibrio fragile, in continuo divenire.
Nel 2024–25 la serie Souls/Dissolvenze prende forma in un tempo lento, organico e ciclico. Lastre di ottone, ferro, acciaio e rame, sono state esposte agli agenti atmosferici nei giardini dell’Open Air Museum “Italo Bolano” Portoferraio, Elba (2024), nel Giardino dei Semplici dell’Orto Botanico, in quello di Villa Bardini, lungo gli argini dell’Arno a Firenze (2025) e sotto le piante di “Novella Guerra” ad Imola (2025-26), lasciandosi trasformare dall’aria, dall’acqua e dalla luce. L’ossidazione e il passaggio del tempo incidono le superfici, rivelando impronte, tracce, memorie effimere del dissolversi delle forme. Come uno scultore silenzioso, il tempo plasma i metalli in fossili contemporanei: archivi dei micromovimenti del mondo naturale, della vita che non cessa mai di mutare.

In natura nulla si perde. Tutto fluisce, tutto si intreccia, tutto si trasforma. Semi, foglie e frammenti organici si depositano sulle lastre, sospinti dal vento e dall’acqua, tracciando traiettorie evanescenti. Ascoltando questi segni, abbiamo pensato di amplificarli, di intrecciarli tagliando il metallo in strisce: nasce un reticolo di percorsi e tensioni, una trama tessile che materializza il meshwork di Tim Ingold.

Dalle lastre e dai segni della serie Souls/Dissolvenze prende forma la serie Interlaces, trasformandosi come fa la natura stessa: continuamente, senza soluzione di continuità, in altro. Le lastre si aprono in trame metalliche, ospitando una capsula di ottone (traforato a mano) che custodisce semi o elementi vegetali raccolti sulle lastre.

Ci interessa la capacità generativa e secolare del metallo, il quale diviene in questa ricerca, uno strumento di percezione, che invita lo spettatore a sentire la realtà come un tessuto vivo, delicato e mutevole, dove ogni gesto, ogni traccia, ogni seme lascia il segno del divenire. Il lavoro entra in risonanza con il pensiero di Karen Barad e Donna Haraway: tutto è connesso a tutto, un interlacement di azioni e reazioni, un divenire condiviso e aperto.

In Interlaces la materia si fa soglia e archivio vivo: luogo di intreccio tra tempo e trasformazione, dove ogni segno testimonia la continuità tra ciò che è stato, ciò che persiste e ciò che può ancora emergere, rivelando un paesaggio stratificato e profondamente interconnesso.
Simoncini.Tangi è un duo artistico nato dall’incontro tra la ricerca scientifica di Pasquale Tangi e la pratica artistica di Daniela Simoncini. Dal 2006 vivono e lavorano a Prato, sviluppando un percorso interdisciplinare in cui arte, scienza e natura si fondono in una riflessione condivisa sul tempo, sulla trasformazione e sulle relazioni tra esseri viventi e ambiente.
/0{{total_slide_count}} 0{{current_slide_index}} LIVING LANDSCAPE ART 2026

«Lo sguardo non è mai neutro: esso desidera, seleziona, esclude.
Guardare significa già prendere posizione.»

Roland Barthes – Frammenti di un discorso amoroso (1977)

LOOOP more LOOOP
Alessandro De Francesco / Marco Mazzi
Testi / Texts: Alessandro De Francesco /Marco Mazzi
Progetto grafico / Graphic design
Sindi Karaj
Si ringrazia
Laila Dell’Anno, Daniele Poletti
page 62/63 more i m m a g i n i / ? u r l = h t t p s % 3 A % 2 F % 2 F w w w . q u o t i d i a n o . n e t % 2 F p o l o p o l y _ f s % 2 F 1. 6 9 4 4 8 8 5 % 2 1% 2 F h t t p I m a g e % 2 F i m a g e . j p g _
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< / > Arrivo puntuale, alle 20.45 in Via Pastrengo per la performance SU di Christian Frosi e Diego Perrone. Nel cortile c'è un sacco di gente. Fumo, bevo parlotto. Sono le 21.20 e arriva ancora più gente che si aggiunge ai tanti in attesa che,
page 182/183 more 。 / 少年たちが歌う (l ì )。撤回しなければなりません、先生。彼がいくつかの詩を書いたと聞きまし
た。天は千の破片の音で揺れ動く海である。 // レースは実行されます(存在論的充足感は現
実の自律的な輝きです)。このテキストはマトリックスです。
page 230/231 more 最初に中毒になった人は、治療に当たった医師に対し、オムレツに入ったほうれん草を食 べたが、マンドレイクを摂取したときと似た症状が出たと話していた。先週、ヴォッラ(ナポリ)の農業食品センターで押収 された野菜の木箱152個の中に、 Looop


Introduzione

Ha senso dire qualcosa sull’oggetto testuale che segue, perché potrebbe apparire ostico, perché resiste a una qualificazione unica, ma non per questo deve risultare incomprensibile. Questo lavoro nasce da un dialogo e da un desiderio comune di esplorare le possibilità della prosa, dal punto di vista teorico (vi sono numerose considerazioni metatestuali) ma soprattutto pratico, in una scrittura aperta e scevra di preconcetti letterari. Questo lavoro è da intendersi come una forma di pratica artistica che scolpisce, “rompe” e riorganizza porzioni di linguaggio. È un ambiente, un’installazione su pagina. La sua na-tura frammentaria e non narrativa ricorda il montaggio di un film sperimentale o di un’opera di vi-deoarte, e come per fare un film è stato necessario lavorare in due, perché un film non lo si fa mai da soli. Questo stesso testo, peraltro, si modifica ed evolve a seconda di come lo si legge, è in un certo senso riscritto ogni volta da chi lo legge. Se si entra nel testo da una tale prospettiva, quanto appariva illeggibile diventa “alter-leggibile”, nel senso che la materia testuale e le immagini da essa veicolate mobilizzano un paradigma di lettura particolare, che corrisponde ai processi di scrittura messi in atto, richiedendo altrettanta apertura. Questo tipo di prosa attua uno scarto permanente rispetto al codice linguistico, di cui il glitch, ampiamente praticato qui, è una delle espressioni più visibili. Il testo non è lineare e neanche le tecniche con cui è stato scritto lo sono. Alcune parti sono nate da flussi di coscienza rispettivi, con inserti poetici e narrativi, caratterizzate dal tentativo di tradurre in parola non solo un flusso interiore, ma anche flussi percettivi e coscienziali esterni, e insieme ad essi il flusso dei dati, dei big data. Con i dati questo testo si misura a più riprese. Infatti altre parti sono state scritte facendo uso di dispositivi digitali, prelevando ad esempio delle porzioni di testo da internet e modi-ficandole, e soprattutto interagendo con l’intelligenza artificiale: trascrittori per smartphone, Chat GPT, e soprattutto traduttori AI, utilizzati sia all’interno del testo per perturbare e modificare la ma-teria di partenza, sia per ritradurre in inglese e in giapponese il testo di partenza in italiano. Anche da questo punto di vista, quindi, siamo in tanti ad aver scritto e a riscrivere il presente libro. Il titolo, Looop, si riferisce a tale dimensione molteplice di un dialogo disfunzionale ma produttivo, pieno di feedback e di glitch, di cui la “o” in più è testimonianza. La “o” indica anche, nella sua circolarità, il movimento stesso del loop e del rinvio, ne mostra l’ipertrofia e la multidimensionalità proprie a que-sto lavoro, poiché lo scambio testuale reciproco e senza soluzione di continuità avviene su più piani paralleli: con internet (ricorrente è il ricorso a Wikipedia), con l’IA, ma anche con lavori di altri autori (è ad esempio presente una citazione esplicita da D.H. Lawrence) e altri lavori degli stessi autori di questo libro. Ma il “looop” è soprattutto quanto avviene nel nostro dialogo, che fa cortocircuitare il senso e la materia verbale minando l’autorità insita nel linguaggio ed aprendo per lettrici e lettori uno spazio di esperienza testuale che, ci auguriamo, risulterà liquido, libero e incerto.

Alessandro De Francesco
Marco Mazzi
/0{{total_slide_count}} 0{{current_slide_index}} EDITORE GLI ORI

In un’intervista, poco prima di morire, Céline. disse: «Je ne suis pas un artiste, mais j’ai la mémoire des fleurs». È una frase che ci lascia nel dubbio: la «memoria dei fiori» è ricordare i fiori, ma forse Céline vuole dirci che possiede la memoria che può avere un fiore.

ᴚIᴧƎᴚ

"The idea of explaining to an animal conveys a secrecy of the world and of existence that appeals to the imagination."